Le stazioni della metro di Napoli appartengono al progetto delle Stazioni d’arte, ovvero opere di noti artisti ed architetti contemporanei, volte a rendere confortevoli e belle, luoghi in cui i cittadini passano diverse ore della loro giornata. Iniziando dalla stazione di Toledo, pluripremiata, composta da due livelli di colore, uno ocra e l’altro rappresentante una “galleria del mare”. Un vero e proprio fodale marino, manca solo Nemo, luci blu e mosaico la fanno da padrone e una grossa fontana con tanto di zampilli. Salvator Rosa e Materdei, la prima ha beneficiato di una profonda riqualificazione volta a riportare allo splendore i resti di un ponte romano e una graziosa cappella neoclassica, con la valorizzazione dei palazzi circostanti, trasformati in opere d’arte. Disegnata dallo stesso artista la fermata di Materdei, è stata collocata in una zona un’po’ esclusa dalla vita della città, ricca dell’architettura del 900, ormai danneggiata, è stata riqualificata con mosaici, installazioni di ceramica e lampioni. Piazza Garibaldi, caratterizzata da lumache che si arrampicano per uscire all’esterno attraverso buchi, una mega struttura in acciaio e teflon che fa ombra alla galleria sottostante, caratterizzata dall’ingresso a pozzo con scale mobili che s’intersecano sospese nel vuoto. Resa perfettamente l’idea degli animali che vivono sotto terra, solo che questa volta i topi sono stati sostituiti coloratissime lumache. La stazione Università, a 30 m di profondità è allestita una vera e propria galleria d’arte, con colori come il fucsia e il giallo acido e pannelli molto suggestivi, opere sculture rappresentanti il reticolo neurale del cervello e colonne modellate come un profilo umano.Le stazioni della metro di Napoli appartengono al progetto delle Stazioni d’arte, ovvero opere di noti artisti ed architetti contemporanei, volte a rendere confortevoli e belle, luoghi in cui i cittadini passano diverse ore della loro giornata. Iniziando dalla stazione di Toledo, pluripremiata, composta da due livelli di colore, uno ocra e l’altro rappresentante una “galleria del mare”. Un vero e proprio fodale marino, manca solo Nemo, luci blu e mosaico la fanno da padrone e una grossa fontana con tanto di zampilli. Salvator Rosa e Materdei, la prima ha beneficiato di una profonda riqualificazione volta a riportare allo splendore i resti di un ponte romano e una graziosa cappella neoclassica, con la valorizzazione dei palazzi circostanti, trasformati in opere d’arte. Disegnata dallo stesso artista la fermata di Materdei, è stata collocata in una zona un’po’ esclusa dalla vita della città, ricca dell’architettura del 900, ormai danneggiata, è stata riqualificata con mosaici, installazioni di ceramica e lampioni. Piazza Garibaldi, caratterizzata da lumache che si arrampicano per uscire all’esterno attraverso buchi, una mega struttura in acciaio e teflon che fa ombra alla galleria sottostante, caratterizzata dall’ingresso a pozzo con scale mobili che s’intersecano sospese nel vuoto. Resa perfettamente l’idea degli animali che vivono sotto terra, solo che questa volta i topi sono stati sostituiti coloratissime lumache. La stazione Università, a 30 m di profondità è allestita una vera e propria galleria d’arte, con colori come il fucsia e il giallo acido e pannelli molto suggestivi, opere sculture rappresentanti il reticolo neurale del cervello e colonne modellate come un profilo umano.

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